Morire di freddo

Quanto tempo ci vuole per morire di freddo, ovvero morire congelati o assiderati?

Per morire di freddo vuol dire che si è raggiunta una temperature corporea che impedisce le normali funzioni vitali.



Il termine scientifico esatto è ipotermia

L'ipotermia  si verifica quando il corpo perde calore più rapidamente di quanto riesca a compensare, facendo scendere la temperatura corporea pericolosamente. La temperatura corporea normale è di circa 37 C (98,6 F ). L'ipotermia si verifica quando la temperatura corporea scende al di sotto dei  35 ° C per un periodo superiore ai 5 minuti.

Quando la temperatura corporea diminuisce, il cuore, il sistema nervoso e altri organi non possono funzionare normalmente. Se non trattata, l'ipotermia può portare al completo arresto del cuore e del sistema respiratorio fine alla morte.

Le cellule alle basse temperature si congelano non riuscendo più a produrre quell'attività elettrica che permette al nostro corpo di funzionare,

Inizialmente il nostro metabolismo interviene, e per proteggere gli organi vitali concentra il flusso sanguigno nella zona del cuore e la riduce alle estremità, dita delle mani e dei piedi, successivamente le gambe e le braccia, per poi proseguire man mano verso la zona centrale quando ormai il sistema è già compromesso e sopraggiunge la morte.

 

 

Le condizioni specifiche che portano all'ipotermia includono:

  • Indossare abiti che non sono abbastanza caldi per le condizioni meteorologiche
  • Restare fuori a lungo nel freddo
  • Essere incapace di uscire da indumenti bagnati o spostarsi in un luogo caldo e asciutto
  • Permanenza in acqua fredda
  • Vivere in una casa troppo fredda, a causa di un riscaldamento insufficiente

Quanto tempo ci vuole a morire di freddo?

La morte per ipotermia sopraggiunge quando si verificano le condizioni sopra elencate. I tempi naturalmente sono diversi, perchè, ad esempio essere immersi in acqua, o ricoperti o dal ghiaccio,  fanno diminuire e di molto, i tempi di congelamento.

IL TEMPO DI SOPRAVVIVENZA IN ACQUA ( Fonte: biologiamarina.eu )

Naturalmente ci sono dei fattori che possono influenzare i tempi di sopravvivenza in acqua fredda, come tempo di permanenza, temperatura dell'acqua, età sesso, stato di salute del soggetto, il tipo di vestiario etc.

Lo stato di salute, ad esempio, influenza il bilancio tra il calore prodotto e calore perso, allo stesso modo una persona con grasso corporeo abbondante, perderà calore in molto più tempo, rispetto ad un soggetto magro. Anche l' età è un fattore da tenere in considerazione, perché più si è giovani e più si perde rapidamente calore, e le donne perdono più calore rispetto agli uomini, che riescono a conservarlo più a lungo.

La tabella qui a lato indica il rapporto tra il tempo di sopravvivenza rispetto alla temperatura dell'acqua, e come si può notare  al di sotto dei 10 °C è impossibile sopravvivere per più di 50 ore, mentre  il tempo di sopravvivenza si allunga quando la temperatura  è superiore ai 15 °C.

Quindi i tempi vanno da pochi minuti se si è immersi in acque gelide, fino a molte ore se la temperatura dell'acqua è superiore ai 25 gradi. Questo perchè stando immersi in acqua  il corpo disperde calore più velocemente.  Una cosa assolutamente da non fare quando si cade in acqua è quella di nuotare o muoversi per riscaldarsi, perchè facendo così si disperderà ancora più calore.

Per evitare di perdere calore in acqua, invece, bisogna raccogliersi in una posizione definita Help Position, incrociando, le braccia sul petto, e le gambe.

Il grafico qui sopra ci può aiutare anche a stimare i tempi di sopravvivenza in altri ambienti, in base alla temperatura circostante. Ovviamente se il soggetto si trova sotto il ghiaccio sopravviverà molto meno tempo di un soggetto che si trova all'esterno, ( anche in questo caso però i fattori che possono incidere nel tempo sono molteplici, come il vestiario e le condizioni atmosferiche e naturalmente se c'è una bufera di neve resisterà di più quello che è sotto il ghiaccio, perchè manterrà una temperatura costante, ma stiamo parlando sempre di tempi molto brevi al di sotto dei 10 minuti.)

Un po di numeri per calcolare i tempi di sopravvivenza in base alla dispersione del calore

La differenza tra calore prodotto e quello perso rappresenta il tasso di dispersione. Indicandolo con Est e indicando il calore prodotto con Q e quello perso con q, abbiamo:

Est = Q - q

Q è il calore prodotto dal metabolismo e, secondo la World Health Organization (WHO) dipende principalmente dal peso e dall'altezza del soggetto.
Il calore è perso per conduzione e convenzione, per cui:

q = K A e q = h A dove A indica la superficie del copro, K è la conduttività termina, h è il coeficiente di convenzione che per l'acqua vale 12,500 W m-2 K-1.

La superficie corporea può calcolata nel seguente modo:

A = 0.007184 Weff 0.425 Heff 0.725 dove Weff indica il peso espresso in kg e Heff l'altezza espressa in cm.

Non tutta la parte esterna del corpo perde calore allo stesso modo, per esempio la conduttività termica dei tessuti seguenti vale.

Epidermide: spessore: 0.08 mm. conduttività termica: 0.24 W m-2 K-1
Derma spessore: 2 mm. conduttività termica: 0.45 W m-2 K-1
Grasso sottocutaneo spessore: ≤10 mm. conduttività termica: 0.19 W m-2 K-1
Tessuti interni: spessore: 30 mm. conduttività termica: 0.5 W m-2 K-1



In ogni caso il congelamento non è istantaneo, questo dipende quindi dai tempi di permanenza, a basse temperature, e per questo le ipotermie vengono classificate in diversi gradi con diversi effetti sul corpo:

Classificazione Manifestazioni cliniche Temperatura in °C
Grado 1 Brivido, sensazione di freddo. Non alterazioni della coscienza. 35 - 32
Grado 2 Stato soporoso, nessun brivido. 32 - 28
Grado 3 Incoscienza, parametri vitali rilevabili. 28 - 24
Grado 4 Assenza di segni vitali. < 24

 

Come intervenire

Durante il congelamento il cuore diventa soggetto ad aritmie, per cui un improvviso afflusso di sangue freddo o un riscaldamento molto repentino, potrebbe essere fatale.

Cose da NON FARE:

  • Strofinare o massaggiare il soggetto, porterebbe il sangue freddo al cervello ed al cuore.
  • Somministrare alcolici
  • usare borse di acqua calda o fare al paziente un bagno caldo
  • trattare geloni o parti in stato di congelamento

Cose da FARE:

  • Se lo stato neurologico è alterato movimentare la vittima con cautela per limitare l'afflusso di sangue freddo dagli arti verso il cuore
  • Coprire il paziente con indumenti asciutti, coprire il capo con un berretto
  • Chiamare il servizio di emergenza
  • Portare la vittima in un rifugio riparato
  • Dividere il calore corporeo con la vittima ponendosi insieme in un letto, o un sacco a pelo
  • Fornirle cibo e bevande calde non alcoliche
  • Tenere la vittima sotto osservazione ed essere pronti a praticare la rianimazione cardiopolmonare

In conclusione

I tempi di congelamento per morire di freddo come abbiamo visto sono influenzati da molteplici fattori e vanno da pochi minuti fino ad un massimo di 5 ore.

Curiosità

Esistono dei casi rari, per questo eccezionali in cui dei soggetti sono sopravvissuti. Ad esempio Anna Elisabeth Johansson Bågenholm è sopravvissuta ad un incidente di sci in seguito al quale rimase intrappolata sotto uno strato di ghiaccio, per 1 ora e 20 minuti, in acqua gelida.  Durante questo tempo andò in ipotermia estrema e la sua temperatura corporea scese a 13,7 °C.

 

L'incidente avvenne cadendo su un ruscello ghiacciato, con un impatto di schiena. Il buco apertosi nel ghiaccio si richiuse rapidamente. La testa e il busto della Bågenholm vennero intrisi di neve e acqua di fusione ed intrappolati sotto 20 centimetri di ghiaccio. La Bågenholm fu molto fortunata, perchè trovò delle sacche d'aria sotto il ghiaccio, ma nonostante questo andò in arresto circolatorio dopo circa 40 minuti in acqua.

Il caso volle che i compagni di sciata, erano entrambi medici, e quindi iniziarono le procedure di rianimazione immediatamente dopo averla estratta dal ghiaccio. Questo intervento repentino riuscì a riportare sangue ed ossigeno al cervello e la donna non solo sopravvisse, ma non subì danni neurologici.

L'altro caso è sempre di una bambina svedese di 7 anni di nome Stella che sopravvisse a 13 °C di temperatura corporea nel Natale del 2010.



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